
Teatro

Luci soffuse. L'uomo entra lentamente, con un passo misurato. Si ferma al centro del palco. Sorride appena, poi guarda davanti a sé, come se ricordasse qualcosa
Ci sono immagini che non ti lasciano più.
Cose che ti restano impresse.
Momenti apparentemente insignificanti, che però ti si incollano addosso.
Non parlo delle grandi cose, dei momenti clamorosi.
No.
Parlo delle piccole scene, quelle che ti restano negli occhi.
Ti restano.
E ti parlano.
Quelle cose che non ti spiegano niente ma ti fanno capire tutto.
Io ne ho una in particolare.
Un pomeriggio qualunque, in un mercatino di paese.
La gente che passeggia, i profumi dei dolci, la musica di una fisarmonica in lontananza…
E io lì, a guardare la vita scorrere come in un film.
A un certo punto… una giovane coppia.
Lei si ferma davanti a una bancarella.
Sorride, tocca un libro, forse un vecchio romanzo.
"Guarda" gli dice.
Lui niente. Non guarda. Anzi, tira dritto.
Non si volta.
Non rallenta.
Continua a camminare come se stesse facendo la sua strada.
La sua.
E lei, con un sorriso, ha guardato l'oggetto, poi ha guardato lui allontanarsi. E ha detto piano, quasi scusandosi:
"Devo andare… lui è andato avanti"
Silenzio. L'uomo abbassa lo sguardo
Non so perché, ma quella frase mi ha punto dentro.
"Devo andare, lui è andato avanti"
Mi è rimasta addosso per giorni.
E mi sono detto: ecco, in quella piccola scena c'è tutto.
C'è la mancanza, l'abitudine… un amore che non cammina più insieme.
Pausa. Si muove lentamente sul palco, come se parlasse a se stesso
Io so cosa significa.
So cosa vuol dire tirare dritto e non accorgersi di chi hai accanto.
L'ho fatto anch'io.
In un'altra vita, con una donna che amavo.
O che credevo di amare.
Lei parlava, io ascoltavo a metà.
Lei si fermava, io avevo fretta.
Fretta di arrivare non so dove, di fare non so cosa.
E non mi sono accorto che, mentre io andavo avanti, lei smetteva piano piano di venirmi dietro.
Un giorno mi sono voltato... e non c'era più.
Semplicemente, non c'era più.
Tono più basso
E non è che se n'è andata in un giorno.
No.
Se n'è andata un passo alla volta.
Ogni volta che non l'ho aspettata.
Ogni volta che ho detto "dopo", "più tardi", "non adesso".
Ogni volta che ho messo davanti qualcosa che non contava davvero.
E quella distanza, che all'inizio era invisibile, un giorno è diventata un muro.
E quando ho provato a chiamarla... la voce non arrivava più.
Lungo silenzio. Poi un respiro profondo
Da allora ho imparato a guardare i dettagli.
Perché il rispetto — l'amore vero — si vede nelle piccole cose.
Nessuno perde un amore all'improvviso: si perde a colpi di distrazioni, di passi non sincronizzati, di sguardi mancati.
Si perde un passo alla volta.
Come sabbia che scivola dalle mani.
Sorride con una dolce malinconia
Ora, quando vedo quelle coppie per strada, mi viene spontaneo pensare:
Se quella ragazza fosse mia figlia... le direi, con voce calma ma ferma:
"Lascialo andare. Non aspettarlo. Perché se un uomo non si ferma con te davanti a una bancarella, non saprà esserci neanche quando la vita ti chiederà pazienza, quando ti servirà un silenzio condiviso, quando avrai bisogno di una mano"
Si avvicina al bordo del palco, guarda idealmente qualcuno negli occhi
Io vorrei dirlo a tutti i ragazzi, che non serve correre.
Che non è debolezza fermarsi un attimo per l'altro.
Che la fretta è una malattia del cuore, non del tempo.
E che un amore che cammina troppo in fretta, prima o poi inciampa.
Pausa. Si ferma, guarda davanti a sé, come se rivedesse qualcuno
Mi ricordo una volta... eravamo al mare. Io e lei.
Lei voleva aspettare il tramonto.
Io avevo sonno, volevo tornare a casa.
Mi ha detto: "Solo cinque minuti"
Io ho sbuffato, mi sono messo in macchina.
Lei è rimasta lì.
E io... sono andato.
Quando sono tornato, il sole era già calato e lei mi ha sorriso.
Un sorriso che non mi ha mai perdonato.
Era un addio gentile.
Non lo capisci subito, ma lo senti.
Ecco, da quel giorno ho imparato che certi tramonti, se li perdi una volta, non li rivedi più.
Né con quella persona, né con nessun'altra.
Si passa una mano sul volto, sospira
E allora sì, oggi lo so.
Chi ti ama ti cammina a fianco.
Non davanti, non dietro. A fianco.
Ti guarda, ti ascolta, si ferma con te.
E se ti fermi per guardare una tazza, un libro, un tramonto...
lui si ferma.
Non per la tazza, non per il libro, non per il tramonto.
Per te.
Sorride con un filo di malinconia
Perché l'amore vero non si misura con parole grandi, ma nei piccoli gesti che nessuno nota, tranne chi c'è davvero.
E ogni volta che torno in un mercatino, ogni volta che sento quella musica in lontananza, mi viene in mente quella ragazza.
E quella frase.
"Devo andare... lui è andato avanti"
E dentro di me, ogni volta, una voce sussurra piano:
"No. Non devi andare tu. Lascia andare lui"
Le luci si abbassano lentamente. Poi, con voce calda e ferma, guarda il pubblico
Perché chi ti ama... non ti lascia indietro.
Ti cammina a fianco.
Sempre.
Buio
