Siamo pessimi esseri umani

La memoria è sempre stata fragile e oggi, nell'epoca dell'overdose di notizie inutili, non solo è fragile ma è distrutta. E con la distruzione della memoria, di conseguenza, c'è il tracollo delle coscienze.
Travolti da un inutile rumore, da false notizie, da selfie con cadaveri, da immagini senza senso, da orde di indicibili puttanate, facciamo fatica a focalizzare non solo quel che è successo un anno prima, ma quanto è accaduto un giorno prima. Stiamo diventando esseri senza memoria. E senza coscienza. Ignoranti del passato, ignari del presente, ignavi rispetto al futuro. Siamo pessimi esseri umani, insomma.
Il problema però è serio: senza memoria dilaga il vuoto dell'ignoranza e quando c'è un vuoto accade sempre che qualcosa di pessimo si appresti a riempirlo. Pochi giorni fa ho visto un pezzo di quel vuoto riempito da un gesto mostruoso, codardo, inumano. Un agglomerato di carne e ossa deambulante (fatico a chiamarlo uomo), che in pieno centro di Roma tira fuori il suo lurido pene e si mette a pisciare addosso a una mendicante. Una roba di una violenza ferale; una violenza che, se non viene affrontata con una rivoluzione delle coscienze, è presagio di oscuri e plumbei echi.
Questa intolleranza contro gli inermi, che non si limita al fastidio ma che ormai occupa il territorio dell'intimidazione fisica, spesso tollerata dai più, deve metterci sull'attenti. Quando si piscia addosso a un essere umano c'è da tremare: il baratro dell'inumano è a portata di caduta. Non possiamo essere indifferenti. Dobbiamo reagire.
Chi ha ancora una coscienza deve sforzarsi di non tacere di fronte ai luoghi comuni reazionari, che diventano gli slogan del neonazismo al profumo di bergamotto. Non è più tempo di essere indifferenti. È tempo di essere differenti; è tempo di rivoltare contro questi rigurgiti le nostre coscienze vigili, così gli inumani non urineranno più contro esseri senza destino ma, forse, nel loro piscio ci affogheranno.
